“Democratici” di giorno, nazisti di notte

In questi giorni Pisa è stata sfregiata da svastiche e croci celtiche che hanno “marchiato” spazi sociali come il Cantiere Sanbernardo e luoghi simbolici come il monumento a Franco Serantini. Simboli e frasi fasciste e naziste sono comparse in diversi punti del centro, in zone in cui è presente anche un tessuto sociale antifascista fatto di socialità e iniziative politiche come circoli, spazi e locali.

Le scritte dei fascisti notturni non hanno sfregiato a caso strade, panchine e piazze di questa città. Basti pensare a Piazza Serantini, dove soltanto qualche giorno fa ci riunivamo per ricordare Franco Serantini colpito dalla polizia durante una manifestazione contro un comizio fascista e lasciato morire in prigione il 7 maggio 1972.

I fascisti, falsi democratici di giorno, di notte escono fuori in maniera vile dimostrando ciò che sono: ammiratori del regime fascista e del Terzo Reich. Di giorno si lagnano della libertà di parola negata, di notte cercano di cancellare la storia della città. Alla luce del sole accusano di antisemitismo chi lotta per la fine del genocidio, col buio lasciano uscire quel che sono: fanatici di regimi che hanno fatto dell’odio razziale verso gli ebrei la propria bandiera.

Alcuni attribuiscono le scritte al partito di Vannacci, che si presenta come falsa opposizione a un governo di estrema destra di cui ha fatto parte fino all’altro ieri con la Lega. Questa destra fascista governa il Paese da 4 anni, mentre controlla l’amministrazione cittadina ormai da più tempo. Grazie a queste posizioni di potere le organizzazioni giovanili dei partiti di governo e i gruppi militanti sono sostenuti, coperti e legittimati.

Raid come questi lanciano un messaggio politico chiaro di rivendicazione di impunità e di minaccia verso le componenti antifasciste della città.

Riprendiamoci le piazze e smascheriamo i fascisti, sgherri al servizio di questo governo che impone guerra e miseria.

L’avanzata dell’estrema destra in tutto il mondo sta generando povertà e guerre, spingendo l’umanità verso il baratro.

Odiatori di professione, ricorrono sempre alla stessa formuletta (prima gli italiani, prima gli studenti…) per nascondere la loro subalternità ai capitali globali e alle politiche imperialiste degli Stati Uniti che ci trascinano in guerra.

Nel frattempo l’inflazione è alle stelle, i lavoratori perdono diritti, la formazione viene smantellata, la sanità privatizzata, il diritto allo studio eroso, la città trasformata in un parcheggio, gli asset strategici venduti a investitori esteri.

La disoccupazione e la povertà si abbattono come una scure sulla società e la iniettano di rabbia. Con una mossa da prestigiatori i fascisti si presentano come soluzione al disagio che hanno creato, indicando il problema nell’antifascismo, nelle lotte delle donne e delle soggettività queer, nei picchetti degli operai, nelle persone povere che migrano.

Il fascismo, oggi come in passato, ha fatto dell’odio il proprio metodo politico, generando una violenza fratricida nella società che ogni giorno raggiunge un livello più alto e pericoloso. E dovrebbe bastarci la storia recente a ricordarci che dietro un fascista presentabile nei palazzi della nostra “repubblica democratica” ce n’è uno pronto a mettere le bombe nelle piazze e sui treni.

Le tante formazioni fasciste che compongono oggi questo arcipelago nero hanno capito l’importanza di sfruttare i meccanismi e la retorica democratiche per legittimarsi all’interno del sistema politico e della società. In molti*- in buona o cattiva fede – pensano che accogliere l’estrema destra nelle regole del gioco democratico possa condurli verso una trasformazione democratica.

Ma attenzione: ogni buon illusionista sa come travestirsi.

Oggi il fascismo si presenta come forza democratica all’occorrenza e ammanta la bandiera della libertà per farsi strada nella società, gridando – a ogni critica o contestazione – alla loro libertà negata. Libertà di spargere odio e avvelenare la società, che viene loro oltremodo garantita: protetti nei palazzi del potere dove governano forze a loro amiche, se non direttamente connesse; sovrarappresentati nelle televisioni e sui giornali – di cui detengono una grossa fetta – aiutati da un sistema comunicativo tossico fatto di bot e discorsi di odio, tollerati dalle forze democratiche che forniscono loro la legittimità e il profilo necessario per stare nel gioco politico, tutelati dalle forze di polizia che proteggono le loro adunate.

Non è dando loro legittimità che i fascisti diventeranno democratici. Al contrario, dare loro spazio significa annientare gli spazi di libertà duramente conquistati.

Quanto avvenuto è una dimostrazione della loro arroganza e del loro disprezzo per la città e la sua storia.

ORA E SEMPRE ANTIFASCIST*!

Assemblea dell’Aula R

FONDI L’IMPIANTO – Laboratorio di costruzione di un amplificatore

🎚️ Fondi l’impianto – Laboratorio di costruzione di un amplificatore
📅 Sabato 6 Dicembre – H. 11:00
📍 Da qualche parte in università

⚡️ In cosa consiste il laboratorio
Ci occuperemo insieme della realizzazione di un amplificatore usando una scheda amplificatore mono TPA3118, alcuni potenziometri (che servono a regolare il volume) e dei socket jack (che permettono l’inserimento dei connettori audio jack).
Lo scopo del laboratorio è quello di esplorare l’assemblaggio di un amplificatore partendo dal suo funzionamento concettuale, per poi collegare fisicamente le singole componenti.

🧰 Verranno messi a disposizione un saldatore a stagno e i componenti elettronici necessari.

🧑‍🏭 Non sono richieste abilità pregresse. Le attività del laboratorio saranno modulate sulla base delle competenze di elettronica e saldatura di chi partecipa.

SOCIALMENTE PERICOLOSO – Presentazione del libro

🟩 Socialmente pericoloso. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco – Luigi Gallini (edizioni contrabbandiera)
📅 Sabato 6 Dicembre – H. 17:30
📍 Da qualche parte in università

Che cos’è l’ergastolo bianco?
È una misura detentiva riservata alle persone definite ‘folli rei’ dalla durata indeterminata.
Si tratta di una misura che risale al Codice Rocco emanato durante il ventennio fascista.
Considerati socialmente pericolosi, i folli rei vedono prorogata la loro pena senza conoscere la data della sua conclusione. Per questa ragione si parla di ‘ergastolo bianco’.

Questo libro è la testimonianza di un uomo colpito dall’ergastolo bianco che si ritroverà a vivere – se vita si può chiamare – all’interno di una residenza psichiatrica ad alta protezione.
Dentro tale struttura una delle principali forme di controllo e assoggettamento della persona avviene attraverso la somministrazione massiccia di psicofarmaci.

Il testo intreccia la forma del diario personale con la cronaca dei fatti e anche parti in versi come a esprimere la forte esigenza di far capire in vari modi a chi sta fuori cosa si sente dentro, laddove dentro vuol dire ‘interiorità’ ma anche ‘contenzione’.

Luigi Gallini, ex ricercatore universitario ed ex insegnante, è un uomo con una storia complessa e interessante. Autore di una dozzina di pubblicazioni scientifiche, è attualmente recluso presso una struttura psichiatrica forense, condannato all’ergastolo bianco. La sua storia è un viaggio che parte dagli studi universitari, passa attraverso l’attività professionale di docente e ricercatore, e arriva ai giorni nostri, quando l’acutizzarsi di una patologia psichiatrica lo ha spinto a compiere un reato che lo ha portato a vivere nella Comunità Forense di San Maurizio Canavese.

FATT3 PER BENE – Riduzione del rischio e uso consapevole

PER I 35 ANNI DI AULA R

FATT3 PER BENE
Riduzione del rischio e uso consapevole


Appuntamento a cura dell’Osservatorio Antiproibizionista

– Approfondimento sull’uso consapevole di sostanze
– Banchetto sulla riduzione del rischio
– Banchetto di libri e materiali antipro

Sabato 6 dicembre dalle ore 15
Da qualche parte in Univesità!

Cosa aspettarsi?
Un incontro interattivo sulla riduzione del rischio legata all’uso di sostanze psicoattive organizzato dal collettivo antiproibizionista pisano (Osservatorio Antiproibizionista).
Partiremo dal concetto di uso consapevole, approfondiremo la composizione e gli effetti di quattro sostanze (cannabis, cocaina, MDMA e psicofarmaci) ed esploreremo, soprattutto in senso pratico, in cosa consiste la riduzione del rischio.

L’Osservatorio Antiproibizionista è impegnato da anni in un lavoro di sensibilizzazione e attività di strada, fin dall’organizzazione del Canapisa, una delle più antiche street parade antipro d’Italia.
Il collettivo porta avanti da sempre un lavoro che promuove il diritto all’informazione sulle sostanze psicoattive per stimolare un confronto sull’uso consapevole e safer.

35 anni di AulaR!

35 anni di AulaR // 2 giornate di iniziative
5/6 dicembre, da qualche parte in Università

Le università italiane erano in fermento per il movimento della Pantera quando un gruppo di studenti ha occupato un’aula del Dipartimento di Scienze Politiche di Pisa, liberandola dal controllo dell’università e mettendola a disposizione per tutt3. 

Come attuale assemblea dell’Aula R vogliamo condividere questi 35 anni di militanza insieme alle persone che hanno attraversato questo spazio e a chiunque vorrà passare da qui, ri-partendo dai temi che hanno caratterizzato maggiormente l’attività dell’Aula negli ultimi anni.

⬛️ Dalla Striscia alle piazze: diritti, sanità, boicottaggio – con Donia Raafat, Sanitari per Gaza e Un Ponte Per.
📅 Venerdi 5 Dicembre – H. 18:00

🟥 Laboratorio di riduzione del rischio – a cura del collettivo antiproibizionista pisano
📅 Sabato 6 Dicembre – H. 15:00

🟩 Socialmente pericoloso. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco (edizioni contrabbandiera)
📚 Presentazione del libro, con il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud
📅 Sabato 6 Dicembre – H. 17:30

🔊 Festa – Powered by Sfinge Sound System, con DJ Franka, K-Loop, Sfinge e Kura Protest
📅 Sabato 6 Dicembre – Starting 22:00 till late

Le iniziative sono aperte a tutt3 (non soltanto la comunità studentesca) e a ingresso libero. A breve nuovi aggiornamenti!

La Rivoluzione Sconosciuta – Presentazione del libro

Presentazione del libro “La Rivoluzione Sconosciuta – Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia 1917-1921” – nuova edizione di Zero in Condotta pubblicata nel 2024 – giovedì 5 giugno dalle ore 18:30 presso l’Aula Magna di Scienze politiche (via Serafini 3, Pisa), insieme al traduttore e curatore Enzo Papa e al Circolo anarchico di Vicolo del Tidi.
A seguire, dibattito e convivialità in Aula R!

ZOOLOGIA URBANA e relazioni “BORDELLAIN” – Presentazione dei libri di Tommaso Randazzo

31 GENNAIO 2025, DALLE ORE 18.00, PRESSO L’AULA MAGNA DI SCIENZE POLITICHE (Via Serafini 3, Pisa):

Incontro con TOMMASO RANDAZZO,
autore di
ZOOLOGIA URBANA e BORDELLAIN.
In dialogo con
TIZIANA CHIAPPELLI
(Università di Siena)
e con il
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud.

A seguire serata benefit in Aula R.

(ulteriori info nella locandina allegata).

(LOCANDINA DELL’EVENTO, IN FORMATO PDF)

COMUNICATO DI STUDENTƏ, DOTTORANDƏ E ASSEGNISTƏ DI SCIENZE POLITICHE PER LA PALESTINA

Lo scorso 14 maggio si è svolto il Consiglio di Dipartimento di Scienze Politiche all’interno del quale noi studentə, dottorandə e assegnistə solidali con la Palestina, dando seguito all’Assemblea di Dipartimento e alla Lettera di Dottorandə e Assegnistə di Scienze Politiche, abbiamo richiesto e ottenuto una discussione in sede istituzionale al fine di sollecitare una presa di posizione rispetto al genocidio in corso in Palestina. La discussione è avvenuta in concomitanza con l’aggressione di Rafah
del 6 maggio 2024, ulteriore fase del progetto genocidiario di Israele. In questi 63 chilometri quadrati, ultimo settore di Gaza ad essere considerato “safe-zone”, si trovano 1.5 milioni di palestinesi, che ora non hanno più alcun luogo sicuro dove rifugiarsi. Il 7 maggio le truppe delle Forze di Occupazione Israeliana hanno inoltre chiuso il valico che collega Rafah con l’Egitto, imprigionando definitivamente la popolazione palestinese e facendo precipitare ulteriormente la crisi umanitaria che Israele ha architettato e messo in atto.
Anche a Pisa, in linea con le azioni promosse a livello globale per la liberazione della Palestina, il
movimento studentesco ha deciso di occupare i giardini di Antichistica con un’accampata, per
chiedere all’Ateneo di desistere dalla sua cieca obbedienza alla linea di governo, che sostiene in tutto e per tutto questo progetto genocidiario.
Abbiamo dunque presentato una mozione per richiedere l’immediata interruzione di ogni eventuale accordo in corso e l’impegno del nostro Dipartimento a non stipulare nuovi accordi in ambiti di cooperazione dual use con le Università israeliane o con qualsiasi istituzione accademica che sostenga il regime di apartheid messo in atto dallo Stato di Israele, convintə che ai principi di pace e rifiuto della guerra debbano seguire azioni concrete e coerenti.
Tuttavia, alla nostra mozione è stata contrapposta quella approvata dal Senato Accademico del 14 marzo, ignorando di fatto l’evolvere della crisi ad oggi e rivelandosi una posizione debole nella discussione tra i membri del Consiglio. In seguito ai ripetuti interventi a favore della nostra richiesta, il Direttore ha infine annunciato che avrebbe dato le sue dimissioni in caso di bocciatura della mozione del Senato da lui stesso presentata, influenzando inevitabilmente la successiva votazione.
Quanto avvenuto è l’espressione eloquente di una linea istituzionale che formalmente consente spazi di libera espressione del dissenso ma nella sostanza blinda l’esito delle discussioni: a riprova di ciò, lo stesso Direttore ha affermato pubblicamente di aver ricevuto pressioni dall’alto e, nonostante l’esercizio di pantomima democratica, la nostra mozione ha reso evidente una spaccatura, ottenendo
più voti favorevoli che contrari. Sebbene la mozione non sia stata approvata per via dell’alto numero di astensioni, in parte riconducibili al clima creato intorno alla votazione, il consenso raccolto ci dice che, seppure l’università voglia presentarsi come monolitica, la nostra posizione di rifiuto della guerra è condivisa anche da una parte del corpo docente e del personale amministrativo.
L’opposizione al boicottaggio è motivata dalla cosiddetta neutralità accademica: ci dicono che
l’università deve essere un “ponte”. La nostra risposta è che di fronte ad un genocidio non può esserci neutralità! Aggirare il punto politico con piroette retoriche o restare indifferenti sono entrambi modi di essere complici di questo genocidio.
Insieme al movimento di Studentx per la Palestina, come studentə, dottorandə e assegnistə di Scienze Politiche continueremo ad opporci alla complicità con il genocidio del popolo palestinese dimostrata dal Dipartimento, dall’Ateneo e dall’Accademia di cui siamo parte e continueremo a lottare fino a quando questo non sarà cessato.

Firmato: Scienze Politiche per la Palestina

“SCIENZE A-POLITICHE”: REAGIAMO AL SILENZIO ISTITUZIONALE COMPLICE CON IL GENOCIDIO IN PALESTINA!

Siamo studentə, dottorandə, assegnistə del Dipartimento di Scienze Politiche e non solo che hanno iniziato a confrontarsi per agire insieme,
uniti dall’esigenza di dare una risposta collettiva dal basso al genocidio in Palestina e alla repressione delle manifestazioni.
I fatti del 23 febbraio con le manganellate agli studentə che manifestavano per la Palestina sia a Pisa sia a Firenze sia a Catania, sono stati per moltə una scossa. Non vogliamo restare a guardare, vogliamo attivarci a partire dalla realtà che viviamo quotidianamente, quella dell’università.
Non crediamo che l’università sia un luogo neutro, di mera produzione del sapere, siamo consapevoli che con accordi con grandi aziende delle armi e del fossile, con l’orientamento della didattica e della ricerca, l’istituzione universitaria è schierata con chi fa la guerra. Noi non vogliamo essere complici, vogliamo che l’università sia un luogo aperto, di scambi e di costruzione di saperi che parta anche dal basso. Sosteniamo soprattutto che l’università sia un luogo dove è doveroso prendere delle posizioni e crediamo che lo sia ancor più farlo in questo Dipartimento.
Il Dipartimento di Scienze Politiche è attraversato da studentə e ricercatorə che hanno una naturale propensione a discutere, interessarsi e incontrarsi su temi di attualità. Da parte istituzionale dopo tante parole è calato il silenzio sulla questione palestinese e sulla repressione in città, questa spinta propulsiva rischia così di essere frenata ancora una volta.
L’Aula R, autogestita dal 1990, da sempre offre agli studentə uno spazio dove confrontarsi e muoversi in una direzione comune.
Le assemblee sono aperte e si tengono ogni giovedì pomeriggio a partire dalle 15 in Aula R, spazio autogestito nella sede del Dipartimento di Scienze Politiche in Via Serafini 3 – di fianco al Rettorato.
L’Aula R è sempre aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.00.
AULA R – Dip. di Scienze Politiche, via Serafini 3, Pisa.